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hopocafantasia

*suerte*

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Entrata nel mondo quando, ancora ragazza, mi trovavo costretta al silenzio e all’inazione, ho saputo cavarne profitto osservando e meditando. Mi si credeva stordita o distratta, e frattanto, invece di prestar orecchio ai discorsi che premurosamente mi andavan facendo, raccoglievo con cura quelli che cercavan di nascondermi. Codesta utile curiosità, intanto che mi erudiva, mi insegnava anche a dissimulare; costretta spesso a nascondere gli oggetti della mia attenzione agli occhi di quelli che mi stavano intorno, procuravo di guidare i miei a mia voglia; così riuscii già allora a pigliare a volontà quello sguardo distratto che spesso mi avete lodato. Incoraggiata da codesto primo risultato, mi sforzai di regolare allo stesso modo i vari moti del mio volto. Se provavo qualche dispiacere, ecco che mi studiavo di atteggiarmi a serenità, o addirittura alla gioia; ho spinto lo zelo fino a procurarmi dolori volontariamente, per ricercare frattanto l’espressione del piacere. Mi son lavorata con altrettanta cura e con maggior fatica per imparare a reprimere sulla mia fisionomia quel potere di cui vi ho visto a volte tanto stupito. Ero ancora assai giovane, e quasi senza interesse; non possedevo altro che il mio pensiero, e mi sdegnavo che potessero rapirmelo o sorprenderlo contro la mia volontà. Munita di codeste prime armi ne feci la prova; non contenta di non lasciarmi più penetrare, mi divertivo a mostrarmi sotto vari aspetti; sicura dei miei gesti, sorvegliavo i miei discorsi: regolavo gli uni e gli altri secondo le circostanze, o magari soltanto secondo il mio capriccio; da allora il mio modo di pensare fu per me sola, e non feci vedere altro che quello che mi tornava utile lasciar vedere.
Choderlos de Laclos (via moricitiusquamdeserere)
dice Lui.

dice Lui.

sms

mi sono svegliata con un desiderio irrefrenabile di te. desiderio di condivisione. ho davanti le immagini più tenere. i tuoi occhi. io che ti chiedo di portarmi al mare. le scommesse. tu che mi rubi il cappellino di lana nero. la tua schiena quando ti allontani. le immagini più dolci di una vita insieme, come piacerebbe a noi. le tue battutine. le mie gambe che tremano. la musica. le tue labbra e il tuo collo. l’impegno e la dedizione. la presenza nell’assenza. gli incroci che ci fanno dividere. la tua attenzione per i dettagli. la luna. i tuoi momenti cupi e quelli spensierati. le conversazioni che durano ore. le cose in comune e le cose che ci rendono diversi. l’attesa e lo sfinimento. le mani che si cercano. gli abbracci stretti stretti. la paura di perderti quanto quella di averti. la rabbia. i sorrisi. l’amore. tutto. tu sei proprio tutto! e alla fine al mare mi ci hai portata davvero…

l’indifferenza ti fa altissima
radiodervish

quella smisurata lista di cose da fare oggi, con te, per l’imbecille convinzione che durerà tutto l’anno…

spengo il telefono e il mio cuore cosicché se mi richiami non puoi parlarmi.
non ho capito se è piacere o dà dolore il fatto che non puoi trovarmi…
lucio dalla
Si fermano un istante per piangere, poi sollevano il capo e riprendono la strada.
Sono maestre di dignità, le Donne.
A.De Sanctis (via neisecoli)

(via pleiadi60)

Mi manchi tu sotto il cielo.
Leo
In Giappone esistono tre ‘Ti amo’ e vengono classificati in base all’intensità del sentimento.
In Italia ne abbiamo uno e viene usato alla cazzo di cane, neanche fosse un ‘ciao’.
miamerestisenonfossimestessa. (via miamerestisenonfossimestessa)

(via leggopervivere)